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Sanremo 2018 finale pagelle

Sanremo 2018, le pagelle della serata finale

La serata finale del Festival di Sanremo 2018 in breve: Ermal Meta e Fabrizio Moro vincitori, a Ron il Premio della Critica, a Ornella Vanoni quello per la migliore interpretazione intitolato a Sergio Endrigo con tanto di siparietto social per i posteri. Lo Stato Sociale agguanta il premio della Sala Stampa Lucio Dalla e il secondo posto, in una classifica breve che lascia l’amaro in bocca ad Annalisa salita sul terzo gradino del podio. Sanremo 2018 è finito: andate in pace.

Sanremo 2018, le pagelle dei Campioni

Luca Barbarossa – Passame er sale: 7
Barbarossa senza Anna Foglietta resta a stornellare le sue nostalgie perdute. Non sbava nulla, sembra ancora più dolente. Tanto peccato per il settimo posto, troppo poco.

Red Canzian – Ognuno ha il suo racconto: 6
A Red l’onore di non annoiarsi mai. È il primo a godere della sua partecipazione, sta lì in piena leggerezza e allegria.

The Kolors – Frida (mai mai mai): 7
Altri che si divertono, è innegabile, basta guardarli. Il loro brano sarebbe perfetto per l’Eurovision, ha un’energia che conquista. Il loro nono posto stupisce tutti, i loro fan per primi.

Elio e Le Storie Tese: 7
Finalmente. Finalmente il finale degno della loro carriera. Mangoni travestito da Supergiovane, i Neri Per Caso di nuovo a fare i cori, lo spogliarello casto sul palco. E l’agognatissima ultima posizione, che loro festeggiano e aspettavano dal 1996.

Ron – Almeno pensami: 7
Meritato e stra-anticipato Premio della Critica, Ron interpreta con ancora più levità la sua canzone del Festival. Medaglia di legno che vale oro.

Max Gazzé – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno: 8
Con l’orchestra questa canzone nasce e con l’orchestra va eseguita. Max Gazzè ci mette ancora più pathos ed emozione, regalandoci la migliore interpretazione delle serate. Giustamente, il premio Giancarlo Bigazzi per migliore orchestrazione va a lui. Il suo sesto posto grida vendetta assoluta.

Annalisa – Il mondo prima di te: 7
Questo pezzo piace ad Annalisa e sta nelle sue corde OPSSS in modo preciso, lo canta con trasporto e intensità. La ragazza è tecnicamente ineccepibile. Il terzo posto brucia in maniera palese.

Renzo Rubino – Custodire: 6
Volevamo dargli la sufficienza ma troppe imprecisioni ci stavano facendo desistere. Poi Renzo ha tirato fuori la frecciatina ad altri campioni in gara: ha invitato i suoi nonni a ballare sul palco. E ha rimesso in gioco il brano con lo spettacolo.

Decibel – Lettera dal duca: 6
Il pezzo è molto bello ma stasera l’interpretazione non è stata ai massimi. Dopo la versione internazionale con Midge Ure era difficile: premiamo il mestiere.

Ornella Vanoni con Pacifico e Bungaro – Imparare ad amarsi: 7
Ornella stravince facile il premio Sergio Endrigo come migliore interprete. E sbanca Twitter con la sua reazione al ritiro: “Il premio di chi?”.

Giovanni Caccamo – Eterno: 4
Ripensare alla grandezza della voce di Arisa nei duetti. Forse ci pensa anche Giovanni Caccamo, che purtroppo regala l’esibizione meno in linea di tutte le serate.

Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza: 8
Paddy Jones scende in platea a fomentare il pubblico. L’Ariston diventa una pista da ballo. Pazienza se i cinque ragazzi cantano in modo approssimativo: non conta più, c’è solo il divertimento. E arriva anche il premio della Sala Stampa Lucio Dalla, che per prima li ha sostenuti ballando dietro le quinte ogni sera (abbiamo le prove).

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli – Il segreto del tempo: 4
L’esibizione più misurata dei due coincide con la finale. Meno male.

Roy Paci e Diodato – Adesso: 8
Canzone che cresce di sera in sera, di ascolto in ascolto. Grandi speranze, tanta bellezza che serve parecchio di questi tempi.

Nina Zilli – Senza appartenere: 5
Continuiamo a pensare che questa canzone non sia abbastanza per Nina Zilli. Sì, abbiamo ripetuto tanto questo concetto, ma non riusciamo a schiodarcelo dalla testa. E la classifica la seppellisce al 17esimo, ingrato posto.

Noemi – Non smettere mai di cercarmi: 6
Noemi si libera di ogni timore e caccia fuori *tutta* la voce. Meno male. Da casa non pensano lo stesso e la relegano al 15esimo posto.

Ermal Meta e Fabrizio Moro – Non mi avete fatto niente: 7
Si riscattano da un Festival che li ha visti protagonisti di un caso legale, di una sospensione, di una riammissione, di tante polemiche, con un’interpretazione finale di muscoli e una vittoria praticamente in tasca da subito. Era difficile superare l’esibizione di peso con Cristicchi nei duetti.

Mario Biondi – Rivederti: 6
Molto molto meglio delle altre serate, Mario Biondi finalmente trova modo di risollevare una canzone che non lo valorizza moltissimo. Fa piacere sentirlo più in quadra e pazienza per la penultima posizione.

Le Vibrazioni – Così sbagliato: 6
Anche stasera la canzone resta un compito ben eseguito da Francesco Sarcina e soci. Onorevolmente a metà classifica dopo un inizio di gara non molto esaltante.

Peppe Servillo ed Enzo Avitabile – Il coraggio di ogni giorno: 6
La canzone resta bella e intensa, ma l’interpretazione dell’ultima serata è tristemente buttata lì. Peccato, molto peccato.

Sanremo 2018, gli ospiti e i conduttori

Laura Pausini: 7
Laura è il potere di Sanremo, almeno dagli anni 90 in poi. La sua carriera è nata all’Ariston e torna volentieri ad omaggiare i suoi inizi. Ha un rispetto talmente forte per i suoi fan che corre fuori dal Teatro per abbracciare tutti quelli accampati fuori, e affronta con i residui di faringite persino Avrai in duetto con Baglioni, emozionata come una bambina. Chi altri al posto suo?

Fiorella Mannoia: 8
Datele una canzone di Fossati con un messaggio potente e Fiorella sfodererà tutte le sue strepitose capacità. La rossa della canzone italiana (dopo Ornella Vanoni e la omaggiata Milva) è misurata e intensa in duetto con Baglioni su Mio fratello che guardi il mondo, dopo un monologo viscerale e fenomenale di Favino.

Nek-Pezzali-Renga: 6
La loro apparizione ce la saremmo aspettata più energica. il trio canta Strada Facendo con Baglioni e Renga ne approfitta per lo spot a The Voice, in cui sarà in giuria, ma si esaurisce nello spazio di quattro minuti.

Sabrina Impacciatore: 8
La disturbatrice del Festival e raccordo col Dopofestival, lei e i suoi vestiti da fiaba, lei e la sua naivete che nemmeno Sandra Milo e Ornella Vanoni insieme, la capacità di prendersi e prendere in giro. In duetto con Favino eclissa chiunque.

Pierfrancesco Favino: non sappiamo più che voto darti
Dieci e lode è poco. Infinito non basta. Pierfrancesco Favino è la vera rivelazione enorme di questo Festival. Finalmente gli fanno fare l’attore e dimostra quanto diamine sia più che eccezionale. Le sue lacrime vere, dopo il monologo contro il razzismo tratto da La notte poco prima delle foreste di Bernard-Marie Koltés, squarciano il cuore.

Michelle Hunziker: 6
Sarà la finale, l’ultima serata, dei testi un po’ più decenti e il fatto che debba solo presentare (non conta il siparietto su Canzone intelligente), o gli abiti di Armani che finalmente la valorizzano, persino Michelle Hunziker si dimentica delle rigidità precedenti ed entra nel flusso rilassante. Così ci piace.

Claudio Baglioni: 8
La media ponderata del Festival, considerando tutto il lavoro tra canzoni e presentazioni, lo premia. L’anno prossimo non ci sarà, lo ha giurato in conferenza stampa. Ma il suo Festival di passaggio, sul quale nessuno avrebbe scommesso, si è rivelato un successo senza precedenti. Ma lui ha un tour lunghissimo, concerti, i fan: la vita è adesso. Anche per noi.

Sanremo 2018, la classifica finale

1. Ermal Meta e Fabrizio Moro
2. Lo Stato Sociale
3. Annalisa
4. Ron
5. Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico
6. Max Gazzè
7. Luca Barbarossa
8. Diodato e Roy Paci
9. The Kolors
10. Giovanni Caccamo
11. Le Vibrazioni
12. Enzo Avitabile e Peppe Servillo
13. Renzo Rubino
14. Noemi
15. Red Canzian
16. Decibel
17. Nina Zilli
18: Roby Facchinetti e Riccardo Fogli
19. Mario Biondi
20. Elio e Le Storie Tese

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