Onstage
Sanremo 2018 quarta serata pagelle

Sanremo 2018, le pagelle della quarta serata

Il vincitore delle Nuove Proposte arriva nella quarta serata del Festival di Sanremo 2018 ed è Ultimo con Il ballo delle incertezze. Quasi annunciato, meritatissimo, proclamato nel mezzo della gara e nemmeno gli fanno ricantare la canzone perché hop hop hop ci sono ancora i Campioni da far esibire. Mirkoeilcane si aggiudica il Premio della Critica Nuove Proposte, mentre il premio della sala stampa Lucio Dalla va ad Alice Caioli.

I duetti meritano un paragrafo a parte perché ormai stiamo introiettando le canzoni e i nuovi arrangiamenti in linea generale migliorano le rese audio. Qualcosa di insalvabile resta, ovvio. Ma si tratta più che altro di tempi, stirati all’infinito. Far esibire l’ultimo duetto all’1.10 di notte, ecco, non aiuta a restare lucidi nelle valutazioni, ma la quarta serata è passata. Ora via, rush finale. Con un applauso speciale a Milva, alla quale è stato conferito il Premio alla Carriera.

Sanremo 2018, la finale delle Nuove Proposte

Leonardo Monteiro – Bianca: 5
Il più debole delle Nuove Proposte resta tale anche nell’ultima serata della loro gara: la voce ce l’ha pure, è la canzone che non lo valorizza.

Mirkoeilcane – Stiamo tutti bene: 8
Meritatissimo Premio della Critica, Mirkoeilcane ha il pezzo più impegnato (senza retorica) di questo Festival. E in più arriva anche secondo.

Ultimo – Il ballo delle incertezze: 8
Il giovane Ultimo si aggiudica la vittoria con una specie di plebiscito. Ed è bello sentire qualcosa di nuovo durante Sanremo.

Giulia Casieri – Come stai: 6
Resta a bocca asciutta Giulia Casieri, ma la sua Come stai potrebbe prendersi una rivalsa nelle radio.

Mudimbi – Il mago: 7
Terzo classificato generale, e una speranza: che si faccia produrre da chi è in grado di non snaturarlo.

Alice Caioli – Specchi rotti: 6
Vince il premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”, la sua esibizione è nei suoi standard.

Eva – Cosa ti salverà: 6
La prima grande delusa della sfida delle Nuove Proposte si è esibita con una prova più che convincente. Straniante comunque presentarla così rock e farle cantare una ballatona.

Lorenzo Baglioni – Il congiuntivo: 6
Il grande sconfitto è lui, Lorenzo Baglioni in scia Francesco Gabbani. Ma di certo la canzone farà successo, anzi, lo è già.

Sanremo 2018, i duetti dei Campioni

Renzo Rubino con Serena Rossi – Custodire: 7
Renzo si siede al pianoforte e spoglia di ogni orpello la sua canzone, mostrandocela in versione raw. Serena Rossi entra a metà e trasforma l’intero brano, elevandone tutte le caratteristiche. Ciononostante, la classifica non li premia.

Le Vibrazioni con Skin – Così sbagliato: 6
Nemmeno la naturale capacità di Skin di rendere ogni canzone un brano degli Skunk Anansie riesce a fare miracoli, anzi, la cantante tende a buttare via la sua partecipazione. Ma almeno ha il pregio di scegliere l’inglese nelle strofe che le spettano.

Noemi con Paola Turci – Non smettere mai di cercarmi: 6
L’amalgama tra le due voci non è proprio dei migliori. Paola Turci mostra i muscoli (non solo fisicamente) e si impadronisce del brano di Noemi, dandoci un prospettiva di ascolto diversa. Noemi ruggisce per farsi sentire. Si poteva fare di più.

Mario Biondi con Ana Carolina e Daniel Jobim – 5
Sorvoliamo sulla pronuncia di Michelle Hunziker che scatena le favelas dicendo “Jobém”. L’iniezione brasiliana sul brano di Biondi lo ingentilisce, ma resta una canzone non per lui.

Annalisa con Michele Bravi – Il mondo prima di te: 8
Il duetto che consacra una collaborazione che dovrebbe durare sempre. Gli Albano & Romina 2.0, i Will&Grace della musica italiana. Bella versione. Cantate più spesso insieme e saremo tutti felici.

Lo Stato Sociale con Paolo Rossi e Piccolo Coro dell’Antoniano – Una vita in vacanza: 9
Glielo dobbiamo, perché hanno azzeccato tutto: l’idea, Paolo Rossi che declama “Cantare meno, cantare tutti”, il Coro dell’Antoniano che entra sul ritornello modificato “nessuno che rompe i palloni”. Abbiamo bisogno tutti di più leggerezza e di prenderci, almeno ogni tanto, un po’ meno sul serio.

Max Gazzè con Rita Marcotulli e Roberto Gatto – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno: 7
La canzone di Max è stupenda già così, merita e deve avere l’orchestra. Toglierla significa perdere in lirismo. I due grandissimi jazzisti sul palco dell’Ariston sono la zampata radical chic da musicista.

Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico con Alessandro Preziosi – Imparare ad amarsi: 7
La teatralità si addice ad Ornella Vanoni e lo sappiamo. L’aggiunta di Alessandro Preziosi solletica l’interpretazione della signora rossovestita della musica italiana.

Diodato e Roy Paci con Ghemon – Adesso: 8
Il pezzo cresce di ascolto in ascolto, specialmente in intensità. Ghemon è la sorpresa su quel palco, ci mette del suo con bravura e umiltà: che la incida anche lui, ci farebbe davvero felici.

Roby Facchinetti e Riccardo Fogli con Giusy Ferreri – Il segreto del tempo: 4
Nemmeno il punto fermo di Giusy Ferreri, che toglie a Facchinetti la possibilità di dire “muaaaaaari” ma gli lascia “cuaaaare”, può salvare il brano. Più misurato Riccardo Fogli.

Enzo Avitabile e Peppe Servillo con Avion Travel e Daby Touré – Il coraggio di ogni giorno: 6
Spiace dirlo, il duetto è in serata sbagliata. La canzone resta bella ma improvvisamente si sgonfia, perde la sua apertura e si appiattisce. Peccato, perché gli Avion Travel sono sempre dei musicisti immensi.

Ermal Meta e Fabrizio Moro con Simone Cristicchi – Non mi avete fatto niente: 7
Con la partecipazione di Simone Cristicchi, la canzone di Ermal Meta e Fabrizio Moro decolla verso l’iperspazio della vittoria. Sono i Morandi-Tozzi-Ruggeri trent’anni dopo.

Giovanni Caccamo con Arisa – Eterno: 4
Arisa potrebbe cantare l’elenco del telefono ed essere sempre campionessa di interpretazione. Ha l’umiltà di non cantare quando quella stessa voce la tradisce all’improvviso, lasciando a Giovanni Caccamo il compito di non sfigurare sulla sua stessa canzone.

Ron con Alice – Almeno pensami: 8
La classe in purezza: Alice che scivola con uno stile immenso, soffuso e mai slabbrato, tra le pieghe dei versi di Dalla affidati a Ron. Fantastica.

Red Canzian con Marco Masini – Ognuno ha il suo racconto: 6
Come sono rock Red e Masini! Le loro voci suonano molto bene insieme e comunque sembrano quelli più rilassati, per niente interessati alla gara ma più alla condivisione del palco.

The Kolors con Tullio De Piscopo ed Enrico Nigiotti – Frida (Mai mai mai): 8
Fioccano votoni per i The Kolors che fanno la furbata di recuperare il gigantesco Tullio De Piscopo alla batteria, scatenando Stash che fa ballare la platea. Enrico Nigiotti, di suo, ci mette un assolo di chitarra aggressivissimo. Una delle performance più energiche della serata.

Luca Barbarossa con Anna Foglietta – Passame er sale: 7
Un duetto che è un inno dolcissimo alla romanità più bella, sofferta e vera. Anna Foglietta regala quel tocco de còre che affonda nella profondità dell’umiltà. Roma spogliata, per autocitare.

Nina Zilli con Sergio Cammariere – Senza appartenere: 6
La lunga intro di piano di Cammariere sarebbe bellissima in un club fumoso, ma all’Ariston all’1 di notte è una coltellata. Fa sperare in un arrangiamento diverso del pezzo, ma poi cambia poco dall’originale. Resta una canzone poco indicata per le corde di Nina Zilli.

Elio e Le Storie Tese con i Neri per Caso – Arrivedorci: 6
In duetto con le voci stupende dei Neri per Caso e con outfit a tema, piazzata criminalmente alle 1.10, Arrivedorci resta nel limbo dell’amarezza, di ciò che sarebbe potuto essere. Sopratutto perché poi li vedi esibirsi al Dopofestival e spaccare come loro sanno fare.

Sanremo 2018, conduttori e ospiti nella quarta serata

Claudio Baglioni: 6
Ormai può tutto. Heidi in versione rock, però, no. Come no alla giacca bianca da cameriere. Il finto sacrilegio della bacchetta spezzata a Vessicchio è l’elevazione a potenza del maestro più amato di tutti, cui Claudio si presta con piacere. Baglioni è un grande conoscitore di musica, oltre che un grande autore. 10 e lode quando al Dopofestival racconta che da giovane, from Centocelle with love, lo avevano soprannominato “Agonia”.

Pierfrancesco Favino: 8
Una domanda serpeggia sul www: c’è qualcosa che Favino non sappia fare? Balla, canta, suona (il sassofono e pure la chitarra), intrattiene, fa ridere, porta da mangiare a moglie e figlia in platea (smontando la retorica glamour).

Michelle Hunziker: 4
Questo Festival non la sta valorizzando, è innegabile. La brava conduttrice è un profluvio di frasi fatte ed esagerazioni retoriche. Viene presa in giro persino dal collega Favino: “hai detto più volte tu meraviglioso che Modugno in tutta la sua carriera”. Bonario ma severo.

Gianna Nannini: 7
Livello lacrime a cascata nella cover di Amore bello con Baglioni, nonostante qualche sbavatura dettata proprio dall’emozione. La Gianna nazionale è l’unica a sapersi riprendere con mestiere e polso.

Piero Pelù: 6
L’unico uomo che possa indossare i pantaloni di pelle senza sembrare ridicolo fuori tempo massimo è Babbo Piero. Ma voler fare il rock su Il tempo di morire di Battisti è un colpo bassissimo.

Federica Sciarelli: 5
Distruggere un mito televisivo come Federica Sciarelli riproponendo la solita gag della canzone analizzata è da arresto. Basta.

Milva: SV
Non si può dare il voto ad una delle voci più storiche e possenti della musica italiana. Milva, impossibilitata a partecipare, ha mandato la figlia a ritirare il Premio alla Carriera e le ha affidato delle parole meravigliose che hanno commosso tutti.

Sanremo 2018, i voti della quarta serata
Ha votato la giuria degli esperti che così si è espressa:

Zona rossa: Decibel con Midge Ure, Facchinetti e Fogli con Giusy Ferreri, Noemi e Paola Turci, Renzo Rubino e Serena Rossi, Mario Biondi con Ana Carolina e Daniel Jobim, Elio e Le Storie Tese con Neri Per Caso, Nina Zilli e Sergio Cammariere

Zona gialla: Le Vibrazioni con Skin, Annalisa e Michele Bravi, The Kolors con Tullio de Piscopo ed Enrico Nigiotti, Enzo Avitabile e Peppe Servillo con Daby Touré e Avion Travel, Red Canzian e Marco Masini, Lo Stato Sociale con Paolo Rossi e Piccolo Coro dell’Antoniano

Zona blu: Max Gazzè con Rita Marcotulli e Roberto Gatto, Luca Barbarossa e Anna Foglietta, Giovanni Caccamo e Arisa, Ermal Meta e Fabrizio Moro con Simone Cristicchi, Ron e Alice, Ornella Vanoni Bugaro Pacificocon Alessandro Preziosi, Diodato e Roy Paci con Ghemon

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI