Onstage
sanremo 2018 pagelle seconda serata

Sanremo 2018, le pagelle della seconda serata del Festival

La seconda serata del Festival di Sanremo 2018 ha portato in scena le prime quattro Nuove Proposte e 10 Big che si sono esibiti nelle cinque ore di diretta: il direttore artistico Claudio Baglioni non ha mantenuto la promessa fatta in conferenza stampa, sforando ampiamente sull’orario previsto. Pierfrancesco Favino si sta rivelando un mattatore in erba, meglio anche Michelle Hunziker meno nervosa della prima serata. Dopo una giornata funestata dal caso Ermal Meta-Fabrizio Moro, sospesi temporaneamente per accertamenti legali sulla loro canzone, la gara è proseguita senza troppi intoppi. I voti della giuria della sala stampa li trovate in fondo al post… non senza sorprese.

Sanremo 2018, le Nuove proposte della seconda serata

Mirkoeilcane 7
Il pezzo è bello, l’interpretazione a declamazione ricorda un po’ Cristicchi o Daniele Silvestri. Indubbiamente la meglio scritta della categoria, papabile candidata al premio della critica. Meriterebbe. Peccato che vada bassa in classifica.

Giulia Casieri 6
Giulia ha un pezzo che sembra un outtake dei Dirotta su Cuba, sul palco ci sa stare con convinzione ma qualcosa non funziona. Potrebbe migliorare.

Lorenzo Baglioni 6
La canzoncina sul congiuntivo è pronta a sostituire Occidentali’s Karma nel cuore di tutte le maestre. Nonostante l’orecchiabilità estrema, è solo secondo.

Alice Caioli 5
La numero uno dei voti della demoscopica è in realtà quella con la canzone meno impattante. L’interpretazione comunque è convincente.

Sanremo 2018, i Big della seconda serata

Le Vibrazioni – Così sbagliato: 6
L’impressione della prima serata non cambia: il pezzo sembra scritto e suonato da Le Vibrazioni che provano a rifare i Modà che provavano a rifare le Vibrazioni. Ad essere così sbagliato, comunque, è il colore di capelli di Sarcina.

Nina Zilli – Senza appartenere: 5
Leggermente meglio della prima sera come esibizione, ma restiamo convinti che questa canzone non riesca ad esaltare Nina Zilli.

Roy Paci e Diodato – Adesso: 7
Migliora, come avevamo immaginato: più sicuro Diodato nell’interpretazione, elegantissima la tromba di Roy (che canticchia il testo quando non suona e sfoggia una maglia per ricordare Primo Brown).

Ornella Vanoni con Pacifico e Bungaro – Imparare ad amarsi: 7
Confermiamo e illuminiamo Ornella Vanoni, che ha una classe vocale come poche. Quando si dice l’interprete: fa completamente suo il pezzo e lo arricchisce di nuove sfumature struggenti.

Elio e Le Storie Tese – Arrivedorci: 6
Con in faccia il fondotinta di Riccardo Fogli (cit.), anche il pezzo degli Elii acquista un po’ più di sfumature al secondo ascolto. Resta comunque un po’ sotto rispetto ai loro standard.

Red Canzian – Ognuno ha il suo racconto: 6
Cresce anche la sua canzone al secondo ascolto. Red è sicuro, canta con più convinzione e si sente parecchio. Non di meno, sembra che si diverta molto.

Ron – Almeno pensami: 7
Un punto in più perché questo brano si svela in piena poesia minimalista. Più togli orpelli, più è bello. E al Dopofestival Ron fa un racconto commovente di come se la sia costruita addosso.

Renzo Rubino – Custodire: 6
Il brano è un incrocio tra Renato Zero (nume tutelare) e Massimo Ranieri (che dovrebbe cantarla, lo ribadiamo). Un punto in più a favore perché stamani mi sono svegliata e il ritornello che avevo in testa era il suo.

Annalisa – Il mondo prima di te: 6
Anche per lei meglio della prima serata: la voce c’è, la presenza pure, e più sicurezza in un brano che ricorda nella progressione Cornflake Girl di Tori Amos.

Decibel – Lettera dal duca: 6
La zampata dei vecchi leoni Decibel è di sottile costruzione, con echi di new wave e citazioni sparse pescate qua e là. Enrico Ruggeri e soci sono vestiti da Kraftwerk, ennesima citazione di altissima classe.

Sanremo 2018, Conduttori e Ospiti della seconda serata

Claudio Baglioni: 5
Baglioni si ammorbidisce un po’ nella conduzione e inizia a capire parecchi meccanismi. L’errore è uno: canta in continuazione. Che non sarebbe male, se non lo facesse con gli ospiti. E il festival diventa il Baglioni & Friends.

Pierfrancesco Favino: 8
Migliora di sera in sera: sciolto e disinvolto. Lo sketch di Despacito come poesia inedita di Garcia Lorca inganna tutti, e sfoggia doti imitative bis (Fonsi e Daddy Yankee) che fanno venire giù l’Ariston. Peccato che scompaia per lunghi momenti e si infagotti in un’improbabile giacca ceruleo.

Michelle Hunziker: 6
Michelle continua con la brava presentatrice e per fortuna si dà una calmata, sostituendo la famiglia intera con la semplice evocazione di “Oh mamma mia, mamma mia” ogni tre per due. Se riuscisse a lavorare di sottrazione ci guadagnerebbe molto di più, ma nella seconda serata anche lei è decisamente più a suo agio. Voto tremila ai vestiti sfoggiati, il ciclamino su tutti.

Franca Leosini: 8
Lo spottone per il suo programma che inizia a breve su Rai 3 è un’idea perfetta: vivisezionare Questo piccolo grande amore. Peccato che il pubblico voglia solo cantarla, impedendo la scenetta. Ma lei è assolutamente divina. Quando consiglia a Baglioni “di comprare una taglia in più, che tanto noi donne ce ne togliamo sempre una” esplode Twitter.

Pippo Baudo: 8
La storia della televisione italiana, il Festival fatto persona. Omaggia persino Vessicchio (e chi non lo farebbe, diciamolo). La sua “lettera a Sanremo” ha il sapore di un addio ma fa la furbata: “Arrivederci all’anno prossimo!”. Voglio avere il suo stesso ottimismo.

Il Volo: 5
Entrano sul classico Nessun dorma, sorta di preghiera al pubblico a casa, e poi tritano in duetto con Baglioni quel capolavoro di Canzone per te di Sergio Endrigo, che compie 50 anni quest’anno. Non paghi tornano pure su La vita è adesso, perché il repertorio di Baglioni è ancora tutto da saccheggiare.

Sting: 6
Svogliatissimo su Muoio per te cantata in una sorta di esperanto incomprensibile, Sting si ricorda di essere comunque Sting nell’esibizione del nuovo singolo con Shaggy: appena sgancia i suoi acuti non ce n’è per nessuno. Peccato che prenda la via della fuga quando il pezzo sta ancora suonando.

Biagio Antonacci: 5
Sulle sue canzoni nulla da ridire. L’evocazione dei citofoni ha lasciato perplesso il www. Dobbiamo togliergli un punto per il sacrilegio sui versi di Mille giorni di te e di me. E non si sbagliano così, Biagio, non si fa.

Roberto Vecchioni: 7
Il prof fa la lezione sulle canzoni e sulla poesia, omaggiando direttamente due scomparsi (Dalla e De Andrè) e un vivo (De Gregori). La sua spiegazione di Samarcanda dopo averla cantata farà impennare le ricerche Google “Samarcanda dov’è”. Non è poi così lontana, fidatevi.

Mago Forrest: 4
Piazzato all’una di notte è da criminali, solo questo. E certe battute, nel 2018, sono fuori luogo estremo.

Sanremo 2018, i voti della giuria

Nella seconda serata ha votato la giuria della sala stampa, che da regolamento ha un peso del 30% come la demoscopica.

Zona blu (alto gradimento): Diodato e Roy Paci, Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico, Ron
Zona gialla (medio gradimento): Le Vibrazioni, Annalisa, Decibel
Zona rossa (basso gradimento): Nina Zilli, Elio e Le Storie Tese, Red Canzian, Renzo Rubino

Nella prima serata la giuria demoscopica si era invece espressa così:
Zona blu (alto gradimento): Nina Zilli, Lo Stato Sociale, Noemi, Annalisa, Max Gazzè, Ron, Ermal Meta e Fabrizio Moro
Zona gialla (medio gradimento): Barbarossa, Mario Biondi, The Kolors, Elio e Le Storie Tese, Giovanni Caccamo, Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico
Zona (basso gradimento): Decibel, Diodato & Roy Paci, Renzo Rubino, Enzo Avitabile & Peppe Servillo, Red Canzian, Le Vibrazioni, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI