Onstage

Sigur Rós A Perfect Day Festival 2012 Verona

Il 2 settembre, dalle parti di Verona, sarà davvero un giorno perfetto. A quattro anni dall’ultimo live in Italia, salgono sul palco dell’A Perfect Day Festival i Sigur Ros.

Jonsi ne ha così approfittato realizzando prima un album con il suo compagno e poi uno solista dipanando, senza gabbie o preconcetti, le sue ambizioni melodiche. Si è poi imbarcato in un tour, mentre i rapporti con gli altri elementi dei Sigur Ros andavano ricomponendosi e il materiale per il nuovo disco prendeva forma. Una volta rimesso in piedi il progetto, al gruppo è parso naturale riprendere il discorso con un deciso cambiamento di rotta. Perché Valtari, oltre che ricco di ispirazione e atmosfere, restituisce i Sigur Ros di un tempo, quelli più rarefatti e minimalisti, che negli ultimi anni, in particolare nell’album del 2008 Med Sud I Eyrum Vid Spilum Endelaust, avevano lasciato spazio a una vena più tradizionalmente pop, pur sempre raffinata e ricercata ma più aderente alla tradizionale forma canzone di quanto non fosse accaduto negli album precedenti. L’uso massiccio della chitarra acustica e un maggiore attenzione ai singoli strumenti più che all’impatto complessivo erano in linea con un’inedita solarità che Jonsi ha poi sviluppato nella sua parentesi solista. Ma lì l’ha anche confinata. Una volta che il gruppo si è ritrovato, infatti, ha deciso di svoltare rispetto a quella strada imboccata anche perché, come ha raccontato «eravamo un po’ tutti stufi di realizzare cose più veloci e ritmate, se avessimo proseguito oltre in quella direzione credo avremmo fatto un album di puro pop». Considerando che il cantante islandese ha affermato di apprezzare Nicki Minaj e David Guetta, chissà dove sarebbero potuti arrivare…
Meglio quindi calarsi nelle atmosfere di Valtari, dove lo scenario cambia radicalmente. I Sigur Ros riprendono il discorso a cui eravamo abituati ai tempi di Agaetis Byrjun e ( ), aggiornando però quel linguaggio alla loro visione attuale. Così, per esempio, per tratteggiare i loro tipici paesaggi onirici costituiti da muri di suoni nei quali gli strumenti affogano tra strati e strati di linee melodiche, viene utilizzata l’elettronica in modo molto più estensivo rispetto al passato.
Un album importante al quale si è accompagnato anche un progetto visivo, il Valtari Mistery Film Experiment; diversi filmaker sono stati incaricati di realizzare in piena libertà videoclip relativi ai brani del disco, senza indicazioni da parte del gruppo (in quello realizzato per Fjogur Piano l’attore Shia LaBeauf si è persino messo a nudo… nel vero senso della parola).
C’è grande curiosità per il modo in cui i nuovi brani si adattano alla dimensione live. Ci aspettiamo qualche sorpresa: per rendere al meglio i pezzi di Valtari sono stati inseriti archi e fiati, e sappiamo che Jonsi è pronto per tornare a suonare la sua chitarra con l’archetto da violino. Ma soprattutto ci aspettiamo le sonorità che hanno reso unico il combo islandese che, siamo certi, è pronto a travolgere ancora una volta il pubblico. Come un rullo compressore.

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