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South Of Heaven degli Slayer compie 30 anni

Tra le band più rilevanti nella storia della musica pesante, gli Slayer nel 1988 hanno spiazzato i propri fan con la pubblicazione di South Of Heaven. L’album seguiva il mega successo dell’iconico e velocissimo Reign In Blood di due anni prima e puntò su ritmi maggiormente rallentati, un cantato meno esasperato, chitarre elettriche non distorte e la batteria del fenomenale Dave Lombardo in primo piano nel mixing. Nel tempo è stato uno dei lavori più rivalutati e apprezzati da fan e critica. SOH rimane, a trent’anni di distanza, un disco affatto scontato e assolutamente da riscoprire anche per chi pensa di conoscere ogni nota dei quattro californiani.

30 ANNI FA…
Con Reign In Blood, uscito nel 1986, gli Slayer si erano ritagliati un posto di riguardo accanto ai già giganteschi Metallica. Anzi, per molti underground fan del thrash metal erano i numeri uno senza discussione alcuna. La violenza delle loro performance live e il loro impatto di stampo punk/hardcore aveva unito appassionati di generi diversi. L’iconografia, le tematiche e l’inaudita velocità esecutiva, avevano posto gli Slayer all’attenzione mediatica di una larga audience. Il sequel a quello che, ancora oggi, viene considerato uno dei lavori più importanti di ogni tempo in ambito metal, spiazzò i puristi, ma aiutò i Nostri ad accrescere la propria identità, dimostrando che potevano essere in grado di sorprendere chi li credeva solo un gruppo capace di pestare duro.

IL DISCO
Che poi, detto tra noi, la questione velocità su South Of Heaven è molto relativa. Certo, aprire il disco con l’incedere rallentato e magnificamente sinistro della titletrack lasciò sconvolti quelli che si attendevano Reign In Blood part II. Ma già dalla successiva e rapidissima Silent Scream, gli Slayer fanno capire di essere sempre gli Slayer. Anzi, le accelerazioni di Live Undead e Behind The Crooked Cross sono manna dal cielo per chi già rimpiangeva lo stile distintivo del troppo presto dimenticato Hell Awaits. La doppietta centrale Mandatory Suicide e Ghosts Of War (che ricomincia dove finiva Chemical Warfare) sintetizzano alla perfezione il mood di SOH: come essere ancora più letali e violenti modulando a proprio piacimento ritmiche e atmosfere claustrofobiche. Le canzoni successive, esclusa la cover dei Judas Priest Dissident Aggressor, dimostrano ancora di più le grandi doti di Jeff Hanneman, principale autore delle musiche della band. Nella conclusiva Spill The Blood tra l’altro si sentono già gli echi di ciò che sarà Season In The Abyss, oltre ad alcuni riff davvero degni di nota

DAL VIVO
Il World Sacrifice Tour a supporto di South Of Heaven preparò il terreno all’iconico Clash Of The Titans del 1990. La band suonò quasi tutti i nuovi pezzi del disco (a eccezione di Cleanse The Soul), confermandosi uno degli act più devastanti in campo thrash metal di quell’epoca. Se i Metallica erano i più mainstream, i Megadeth i più tecnici e chirurgici, gli Slayer erano quelli senza pietà che lasciavano il pit devastato e massacrato.

…E OGGI
Mantenere la creatività e la furia esecutiva degli anni ottanta è risultato impossibile anche per gli Slayer. Nonostante la parentesi maggiormente hardcore e per certi versi sperimentale dei Novanta con Paul Bostaph dietro le pelli, abbia concepito tre sottovalutatissimi album come Divine Intervention (1994), Undisputed Attitude (album di cover punk del 1996) e Diabolus in Musica (1998), per molti il trittico Reign In BloodSouth Of HeavenSeason In The Abyss condensa tutto il meglio che è possibile ascoltare da Tom Araya e compagni. Compagni che nel tempo sono andati e tornati (Dave Lombardo), o andati purtroppo per sempre (il compianto Jeff Hanneman è morto nel 2013). Nonostante il pubblico abbia sempre e comunque sostenuto i Nostri, il gruppo ha perso lo smalto dei giorni migliori. Attualmente gli Slayer sono impegnati in quello definito dai membri originali ancora in line-up Tom Araya e Kerry King, come l’ultimo tour mondiale della loro carriera. La band rimane comunque fondamentale nella storia della musica pesante, sia a livello di portata, sia a livello di influenza su tutti i generi estremi come black e death metal.

Jacopo Casati

Foto di Francesco Prandoni

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