Onstage
foto-concerto-slipknot-padova-2-febbraio-2016-checchetto-

All Hope Is Gone degli Slipknot compie 10 anni

Con un totale di cinque dischi all’attivo e un sesto lavoro in probabile uscita nel 2019, oltre a un considerevole numero di show caotici e incendiari, gli Slipknot sono tra le realtà più solide della scena heavy contemporanea. Attivi dal lontano 1995, i nove mascherati dell’Iowa iniziano a farsi un nome di un certo spessore grazie alla pubblicazione del disco omonimo e del successivo Iowa, tra il 1999 e il 2001. Ma è solo sette anni dopo, con All Hope Is Gone, che Corey Taylor e soci raggiungono l’apice del successo commerciale e soprattutto passano dallo status di band nu metal a quello di formazione metal tout-court.

all-hope-is-gone-cover

10 ANNI FA…
Il 2008 è stato un periodo di grandi ritorni nel mondo hard & heavy. Oltre a All Hope Is Gone infatti, che arriva a distanza di quasi quattro anni dal precedente Vol. 3: (The Subliminal Verses), dieci anni fa abbiamo assistito alla pubblicazione di Chinese Democracy dei Guns N’ Roses e di Death Magnetic dei Metallica, a sottolineare che anche ai livelli più alti (oltre all’underground costantemente in fermento che lancia verso l’alto band metalcore ogni giorno) la scena è ancora viva e attiva. Tornando agli Slipknot, il quarto disco della band arriva in un momento molto difficile per alcuni componenti, a partire dai problemi di droga del bassista Paul Gray e del batterista Joey Jordison, passando per la travagliata vita privata del vocalist Corey Taylor. E la gestazione di All Hope Is Gone non è stata tra le più semplici, soprattutto per la schedule serrata e per il rapporto complicato con il produttore Dave Fortman.

IL DISCO
A distanza di qualche tempo, gli Slipknot hanno ricordato in più occasioni come All Hope Is Gone non sia il loro lavoro preferito, ma di come siano legati a questa produzione in modo particolare per due motivi. Il primo, perché sarà l’ultimo disco con Paul Gray (scomparso nel 2010) e con Joey Jordison (allontanato dalla formazione nel 2013), e in secondo luogo, come accennato in apertura, sarà l’opera che consoliderà la posizione degli Slipknot tra i grandi del metal di inizio anni 2000 grazie a un successo senza precedenti nella propria carriera (All Hope Is Gone è infatti il primo album della band a raggiungere la vetta della Billboard 200).
Registrato in Iowa per fuggire alle tentazioni californiane, AHIG è un lavoro eclettico e variegato, in cui il lato atmosferico e sentimentale (già peraltro presente in Vol. 3) viene maggiormente indagato grazie alla presenza di pezzi come la disturbante Gehenna e le melodie di Dead Memories e Snuff, pur continuando a onorare le proprie origini con la pesantissima Gematria (The Killing Name) e l’altrettanto heavy title track.
Sintomatico di quanto appena esposto che per la prima volta tutti i membri degli Slipknot si trovino ad avere lo stesso peso in sede di songwriting, apportando il proprio contributo e le influenze derivanti da side-project vari ed eventuali, in particolar modo gli Stone Sour di Taylor (esplosi nel 2006 in seguito all’uscita di Come What(ever) May). Inutile considerare che se da un lato il sound più commerciale dei Nostri è stato una manna dal cielo dal punto di vista delle vendite e dello status, molti fan della prima ora non hanno gradito questo ammorbidirsi della proposta (per non parlare delle “polemiche” appena successive all’uscita del video di Dead Memories, che vede la comparsa di alcune modelle, una presenza “inaccettabile” per chi ha sempre guardato agli Slipknot come l’emblema della definizione “brutti, sporchi e cattivi”).

DAL VIVO
Ma nonostante i singoli campioni di incassi e un sound più “accessibile”, gli Slipknot continuano a shockare con i loro live in cui è la violenza insensata la protagonista assoluta. Nel luglio del 2008 i Nostri si imbarcano nell’All Hope Is Gone World Tour, mettendo a tacere le voci sempre più insistenti che li volevano vedere per la prima volta nella propria storia esibirsi in tournée senza maschera (indiscrezioni nate dal fatto che molti membri della band avessero già mostrato i propri volti al pubblico durante le attività con i rispettivi progetti collaterali). Ironia della sorte, questa eventualità si verificherà un paio di anni più tardi, quando gli Slipknot al completo si presenteranno “al naturale” durante la conferenza stampa indetta in seguito alla morte di Paul Gray.

… E OGGI
Se il periodo antecedente alla pubblicazione di All Hope Is Gone è stato piuttosto buio, il lasso di tempo immediatamente successivo al decesso del bassista è stato il più cupo in assoluto nella carriera dei Nostri, che arrivano addirittura a mettere in dubbio l’esistenza della band stessa. Anche l’uscita/licenziamento dal gruppo di Jordison non ha contributo a migliorare la situazione, ma gli Slipknot hanno ricevuto sia in sede live che in studio, con la pubblicazione di .5: The Gray Chapter (2014), le ennesime conferme di essere diventati ormai una realtà imprescindibile nel panorama heavy contemporaneo, di essere ancora in grado di vantare un certo ricambio generazionale e un costante rinnovo all’interno della propria fanbase, a differenza di molti altri big della scena (e non solo).

Chiara Borloni

Foto di Cristina Checchetto

Commenti

Commenti

TROVA CONCERTI