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Stasera Casa Mika, il ritorno “confortante” del varietà (che sa di già visto)

La notte delle streghe non si addice a Mika: il cantautore anglo-libanese sfodera glitter, sorrisi e positività nella prima serata di Stasera Casa Mika 2, in onda su Rai 2 per quattro puntate dal 31 ottobre. Un ritorno annunciato e attesissimo visto il successo della formula della prima edizione. Mika porta a casa il suo varietà con discreti ascolti (nonostante le contemporanee partite di Champions League) ma i difetti non sono mancati, perché quando lo show è supercurato in ogni dettaglio, la struttura troppo definita rischia di far perdere la spontaneità necessaria. Le continue commistioni tra pop e serietà iniziano a far sentire i propri limiti, ma ci sono stati anche tanti momenti molto belli che aiuteranno a correggere il tiro (forse) nelle restanti puntate.

Stasera Casa Mika 2, prima puntata: i promossi

Elisa
Metti la grazia innata della voce di Elisa su un capolavoro come Piazza Grande di Lucio Dalla e otterrai la magia più pura. La cantante di Monfalcone incanta con un’interpretazione strepitosa in duetto con Mika, purtroppo il pubblico sottolinea con battimani inutili togliendo un po’ di poesia. Dopo aver eseguito il suo nuovo singolo, Elisa chiude la serata con una intensissima ninna nanna in lingua sarda e tanto di coro popolare. In tv dovrebbe cantare più spesso. Fatela cantare.

Rita Pavone
Dove si firma per superare i 70 anni di vita e i 50 di carriera con una grinta simile? Rita Pavone entra in scena cantando Fortissimo, racconta la sua carriera in un bel sipario “geografico” col conduttore e poi via col medley di Tom Jones, Creedence Clearwater Revival e Tina Turner. La sua versione di Proud Mary spettina le prime file per l’energia. Monumento nazionale.

Dita Von Teese
Un’aliena di civetteria ed eleganza, candida nella pelle e nello sguardo anche se porta in seconda serata un paio di scapezzolamenti che faranno venire l’infarto ai direttori di rete (e al Moige). Dita Von Teese è lì per ricordarci che certe qualità sono innate, su altre ci si può lavorare, e che la sensualità è importante. Più giarrettiere per tutti.

Mika quando canta
La spiegazione di come sia nata Any Other World basta a rendere definitiva la sensibilità di Mika, che quando canta si mangia il palcoscenico e rifiata dando tutto se stesso. We Are Golden diventa un’esplosione di felicità. Mika ha anche il pregio di riuscire a fare da spalla ai suoi ospiti mentre cantano, senza pretendere la massima esposizione. Elegante e dolcissimo.

Il siparietto con Riccardo Scamarcio
Solo perché FINALMENTE si è dato amplissimo spazio alla band dal vivo, che ha saltato tra generi musicali sorreggendo la scena e facendo ballare pure i telespettatori a casa. Vai con la salsa!

La storia del pastore Emilio
Realismo estremo, quasi verismo alla Verga: la storia del pastore Emilio è un compendio di dignità e volontà. La faccia stropicciata di Mika costretto ad alzarsi alle 2.30 di notte per andare a mungere le pecore e pascolarle è valsa tutto. Uno spaccato di bellissima umanità.

Stasera Casa Mika 2, prima puntata: i bocciati

Luciana Littizzetto
Spiace, davvero. Luciana Littizzetto si riduce a “fare da badante” a Mika, entrando in scena per pochi momenti di supporto al conduttore. Il suo monologo sulle persone basse e i bulli, più che emozionare, sembra l’ennesimo riciclo post-Sanremo con Fazio. Luciana è ingabbiata nel suo stesso personaggio e rispolverare la storica Lolita per la scena finale nel lettone di Mika, più che far ridere, mette addosso un’amarezza infinita.

Gli ospiti marketta
Lo dice Mika stesso: promuove la fiction Sirene perché scritta dal suo autore Ivan Cotroneo. Luca Argentero trombettista ce lo potevano risparmiare (così come le conseguenti battute triviali della Littizzetto), Valentina Bellè meravigliosa ma poco valorizzata. Nonostante le coperte-sirena siano uno dei must dell’inverno per i freddolosi, al di là dello sketch c’è ben poco. Anche basta.

La fiction nel varietà
Carina l’idea di Mika ragazzo del futuro che piomba attraverso l’armadio nella casa di due ragazzini nel 1967, ma è troppo slegata dal contesto e fa perdere ritmo ad uno show già di per sé altalenante in questa prima puntata. Tante parole di sceneggiatura ma poca “ciccia” finora. Aspettiamo le evoluzioni e al momento sospendiamo il giudizio.

Mika tassista
Le storie della gente comune, il gioco a riconoscere il cantante, Milano vista dal finestrino di un taxi… Manca solo il Carpool Karaoke e siamo lì. Un paio di momenti emozionanti sì, ma rapidissimi flash fini a se stessi.

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