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L’hard rock negli States: i concerti del Rock On The Range

Si è tenuta anche quest’anno a Columbus, Ohio, la più grande vetrina dell’hard rock mainstream Americano: il Rock On The Range. Il 18, 19 e 20 maggio 2018 si sono esibiti i gruppi più rappresentativi del momento nel panorama hard rock e metal mondiale.

Anche in Italia gli appassionati guardano con meraviglia il bill del Rock On The Range. Intendiamoci, non resteremo certo a bocca asciutta in questa imminente estate di eventi live, tant’è che quasi tutti i gruppi che hanno suonato nella rassegna americana vedranno i nostri palchi in vari momenti di questa lunga stagione. È però strabiliante pensare di vederli così tutti insieme, come se fosse un’apparizione da sogno delle nostre playlist preferite.

Il Rock On The Range nasce nel 2007, prevedeva un’unica giornata con 14 band in programma e un’affluenza stimata di 35.000 persone. L’anno scorso al decimo anniversario le giornate erano tre, come quest’anno, con più di 70 band e un’affluenza di 135.000 persone. Chiaro quindi che per i gruppi sia un’occasione di visibilità unica. Molte esibizioni sono state filmate in maniera più o meno professionale e stanno facendo il giro del mondo, alcune esibite con orgoglio dalle band stesse sui loro canali social.

Oltre alla curiosità che verte sullo stato di forma delle band, i grandi Festival oltreoceano offrono sempre una riflessione sullo stato di salute della musica e in particolare sul genere hard & heavy, oltre a darci un metro di confronto culturale sul modo in cui percepiamo quelle stesse band qui in Italia (e di conseguenza sul modo in cui viviamo i nostri grandi Festival e la musica live in generale). Andiamo a vedere e analizzare le esibizioni più importanti.

Avenged Sevenfold
Li vedremo al Firenze Rocks il 17 Giugno ad accompagnare il Principe delle Tenebre in persona Ozzy Osbourne e i padri fondatori del metal britannico Judas Priest. Dopo il forfait di Milano del febbraio 2017 (avrebbero suonato anche Disturbed e Chevelle che chissà quando e se mai rivedremo) c’è molta curiosità sull’esibizione di uno dei più grandi gruppi metal del momento, commercialmente parlando. A dire il vero nell’esibizione di Sabato 19 al Rock On The Range sembravano un po’ impacchettati, confezionati, come le loro scalette. M.Shadows non suona dal vivo come in studio, questo è palese anche per un ascoltatore occasionale. Stupisce per noi italiani il suo outfit che ricorda in maniera piuttosto grottesca quella di un certo Lorenzo Cherubini di qualche tempo fa. A dire il vero tutti i membri del gruppo sembrano omaggiare Jovanotti in tutte le varie fasi della carriera. A prescindere da discutibili gusti stilistici, gli Avenged sono una realtà imprescindibile del metal contemporaneo e il loro ultimo album The Stage (2016) è un lavoro che non manca di coraggio e maestosità tecnica, esprimendo un livello artistico che raramente si vede nel mainstream.

Tool & A Perfect Circle
Due gruppi tra i più discussi del panorama musicale. Il primo per la mancanza dagli scaffali dei negozi di dischi da ormai 12 anni e un’epopea intorno alla lavorazione del nuovo disco che si è ormai tinta di toni tragicomici. Il secondo per l’esplosivo e controverso ritorno discografico con l’enigmatico Eat The Elephant. Comun denominatore è la figura di James Maynard Keenan, vero Re Mida musicale. Da oltre vent’anni tutto quel che tocca è oro. Gli A Perfect Circle saranno presto in Italia a presentare vecchie e nuove canzoni in due tornate, una estiva al Rock On the Castle di Villafranca di Verona il 1 Luglio e la seconda nei palazzetti a Dicembre. I Tool invece per noi saranno miraggio come il loro nuovo album, ci dovrà bastare il video della loro esibizione al Rock On the Range di Domenica 20 dove si nota un Maynard in versione assalto, total black con elmetto e protezioni tattiche. Attenzione alla setlist, dove compare Descending, una canzone nuova suonata live già da molti mesi.

Godsmack
Certo non sono più al livello di quando uscì Faceless, loro terzo album del 2003. Rimangono però una band che in America richiama un numero impressionante di fan, e che rappresenta uno dei maggiori scarti di percezione con il pubblico nostrano. Anche loro faranno visita al nostro paese il 18 Novembre a Milano. La particolarità è che mentre le folle che accorrono ai loro concerti negli USA sono decisamente sostanziose, qui in Italia il loro concerto sarà ospitato dai Magazzini Generali, un club con una capienza di circa mille anime. I Godsmack hanno postato con orgoglio il video del loro live al Rock On The Range sui propri canali social. Fanno bene, perché la loro performance è come sempre energica e potente, incentrata sul loro frontman Sully Erna e il suo timbro a metà tra James Hetfield dei Metallica e Layne Staley degli Alice In Chains, oltre alla sua prorompente fisicità. Altri gruppi presenti in Ohio soffrono di uno scarto simile di gradimento, come il fenomeno globale delle Babymetal o uno degli esponenti di più successo del rap ‘bianco’ americano, Machine Gun Kelly. Insomma ce li vedreste al Firenze Rocks le ragazzine giapponesi o Machine Gun Kelly rappare prima di Ozzy o di Rob Halford?

I gruppi alternative metal e la nuova generazione hard rock
Come tradizione il metal alternativo è molto ben rappresentato dalla line up del Rock On The Range. Tra gruppi già affermati come gli Stone Sour di Corey Taylor, i Breakin Benjamin e i 10 Years, senza dimenticare i Three Days Grace ridimensionati dall’abbandono del frontman Adam Gontier (ora ai Saint Asonia) ma pur sempre vivi, si affiancano band che stanno crescendo all’interno di questo micro mondo come Red Sun Rising, New Years Day , Like A Storm e una band di giovanotti che sono sulla bocca di tutti, i Greta Von Fleet. Additati da molti come cloni dei Led Zeppelin, dopo due EP stanno per pubblicare il primo vero album. Le premesse sono buone, manca forse solo un po’ di carattere. In tutti i maggiori Festival mondiali (a parte l’Italia) si stanno facendo apprezzare e conoscere per la loro energia e lo stile retrò. Da tenere d’occhio.

Il ricordo di Chris Cornell
E’ ancora nella mente di tutti, ancor più nelle ore immediatamente successive al primo anniversario della morte, la defezione dei Soundgarden nell’edizione del Rock On The Range dell’anno scorso. Chris Cornell era morto il giorno prima e al posto dello show del suo gruppo storico c’è stato un lungo e toccante tributo. Quest’anno è stato ricordato da Maynard Keenan, che ha dedicato il set dei Tool alla sua memoria, e dagli Alice In Chains che hanno suonato a fine concerto due cover dei loro colleghi di Seattle Hunted Down e Boot Camp.

Cosa manca ai nostri Festival musicali per arrivare al livello di quelli americani (ed europei)?
Questione di cultura musicale. I grandi Festival come il Rock On The Range, il Primavera Sound o il Mad Cool hanno una forte caratteristica di eterogeneità. Il Festival americano all’interno della nicchia di genere, quella hard rock, i due esempi spagnoli invece spaziano a tutto tondo, tra rock-pop ed elettronica, ma non solo. In Italia abbiamo ancora difficoltà a creare un’offerta musicale varia per la conseguenza di una risposta negativa del pubblico. I nostri Festival sono fortemente legati all’headliner. Se i gruppi in scaletta sono lontani dalla sfera musicale del gruppo più importante, e che richiama il maggior numero di fan all’evento, si rischia un malessere generale. Ripeto, provate a mettere Machine Gun Kelly insieme a Ozzy a Firenze e immaginate la risposta del pubblico. Machine Gun Kelly pur essendo un artista rap in America divide i palchi con i gruppi metal e Alternative senza problemi.

Un altro contrasto che risalta immediatamente all’attenzione se rapportato al nostro circuito live è la frammentazione. Come detto molti dei gruppi presenti a Columbus saranno in Italia nei prossimi mesi, o ci sono già stati ma suddivisi in decine di concerti singoli, o in Festival che nel migliore dei casi ne mette insieme un paio. Per vederli tutti, invece che in un unico evento di tre giorni, dovremmo seguire un grande numero di concerti spalmati da qui a Dicembre. Molto tempo, molti soldi. Se questo Rock On The Range fosse stato presentato in Italia avrebbe fatto la felicità di fan del genere come me, ma avrebbe richiamato più appassionati dei singoli gruppi che non ascoltatori eterogenei. La conseguenza si sarebbe concretizzata in alcuni show imbarazzanti per risposta del pubblico (sto pensando ai citati Machine Gun Kelly e Greta Von Fleet, ma anche Andrew W.K. o gli Anti Flag sarebbero potuti risultare indigesti per le nostre platee intransigenti. In Italia c’è difficoltà a interiorizzare il concetto di Festival, di contenitore musicale da vivere come evento fine a se stesso, e solo in un secondo strato più profondo di fruizione come concerto singolo. Noi badiamo alla musica che ci piace e abbiamo una chiusura culturale per il resto che spesso sfocia in sgradevoli esternazioni durante le esibizioni. Il contesto live però sta crescendo di numeri e di consapevolezza. Chissà che un domani si possa avere anche dalle nostre parti un Rock On The Range vero e proprio…

Daniele Corradi

Foto di Roberto Panucci

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