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Muse nuova canzone dig down

Il nuovo singolo dei Muse merita di essere ascoltato e guardato

I Muse hanno pubblicato una nuovo singolo, come previsto dopo gli annunci dei giorni passati. S’intitola Dig Down e ancora non sappiamo se abbia a che fare con l’album al quale la band guidata da Matt Bellamy sta lavorando. Come i fan hanno subito fatto notare commentando il video su YouTube, Dig Down ricorda le sonorità di Madness, uno dei singoli di The 2nd Law (2012). In ogni caso, nel brano ci sono molti degli elementi tipici del sound dei Muse: atmosfere “apocalittiche”, elettronica, le chitarre di Matt e quel gusto per la melodia che ha permesso alla band di raggiungere un pubblico vastissimo.

A proposito di Dig Down, Matt Bellamy ha dichiarato che il brano parla di sopravvivenza e della necessità di combattere la negatività. «Quello che voglio comunicare è un messaggio di positività, per offrire ispirazione, ottimismo e speranza alla gente, che deve combattere per le cause in cui si crede. Perchè noi, come individui, possiamo scegliere di cambiare il mondo se lo vogliamo». Insomma, sia musicalmente che nel testo, Dig Down è tutt’altro che un pezzo banale.

Il video non è da meno. Il regista Lance Drake ha detto che «quando ho ascoltato il brano, ho subito capito di voler fare un video carico di azione. Ho sentito parlare di Lauren circa un anno fa, ho letto la sua storia e mi ha colpito talmente tanto che è da allora che desideravo lavorare con lei. La forza della canzone mi ha fatto pensare a Lauren… Quindi ho scritto la sceneggiatura basandomi sulla sua storia e di come abbia superato tutte le avversità».

La Lauren di cui parla Drake, protagonista del video, è Lauren Wasser.  La sua è una di quelle storie che non possono passare inosservate: la giovane modella e attrice di Los Angeles ha infatti quasi rischiato di morire e ha dovuto subire l’amputazione di una gamba a causa di uno shock tossico dovuto ad un assorbente interno. Un paio d’anni fa ha deciso di raccontare la sua storia, per non permettere che altre donne corrano i suoi stessi rischi: sulla scatola della confezione dei tamponi da lei acquistati, infatti, non era riportato l’effetto collaterale. E per questo la sua famiglia ha intentato una causa contro la casa di produzione.

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