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Sting ha aperto il concerto al Bataclan con Fragile e queste parole

Sting ha scelto la sua Fragile per aprire il concerto al Bataclan di Parigi, che ha inaugurato la riapertura del locale dopo i tragici avvenimenti dello scorso anno, quando persero la vita 89 persone. Al termine della canzone ha inoltre chiesto un minuto di silenzio proprio per ricordare le vittime della follia omicida dei terroristi. «Ora che le porte del Bataclan si aprono di nuovo, abbiamo due importanti obiettivi. Il primo è quello di ricordare e rendere onore a chi ha perso la vita negli attacchi di un anno fa; il secondo invece è quello di celebrare la vita e la musica rappresentate da questo storico teatro. Nel farlo, speriamo di rispettare la memoria e lo spirito di chi è morto. Non dobbiamo dimenticarli» ha dichiarato in un comunicato poco prima di salire sul palco.

Subito dopo il cantante ha attaccato con Message In A Bottle, cercando di aiutare i numerosi presenti – tra loro anche tanti famigliari delle vittime e alcuni superstiti – a non lasciarsi sopraffare dai sentimenti più tristi che inevitabilmente affollavano il loro cuore. Tra i momenti più toccanti della serata, quando la mamma di un ragazzo che lì ha perso la vita ha lanciato sul palco una sua foto, mentre scorrevano le note di Every Breath You Take. O quando hanno parlato due sopravvissuti. Aurelien, 25 anni, ha rivelato di essere entrata quella sera, per la prima volta da allora, in un luogo pubblico. «Sono qui perchè era importante mettere la parola fine ad un concerto a cui non è mai stato permesso di terminare, in memoria del mio amico (che era con lui ed è stato colpito a morte, ndr) e di tutte le altre persone. Sono venuto qui da solo stasera. È davvero dura, perchè ho continui flashback di un anno fa. Mi trovavo proprio in questo punto, giusto dall’altra parte del bar, quando è cominciato tutto» ha detto. Mariesha Jack Payne invece non ce l’ha fatta ad entrare, è rimasta nel bar di fronte tutto il tempo. «Anche se non sono lì dentro, è importante che io sia qui».

Tra chi non ha fatto il suo ingresso nella sala del Bataclan, ma per tutt’altri motivi, Jesse Hughes e un altro membro degli Eagles Of Death Metal, che la notte del 13 novembre 2015 si stavano esibendo sul palco. Sono stati i proprietari del locale e il personale a decidere di negare loro l’ingresso, in conseguenza di alcune affermazioni fatte dalla band mesi fa, quando ipotizzarono che i terroristi avessero avuto libero accesso al locale perchè d’accordo con qualcuno dello staff o della sicurezza. Jules Frutos, uno dei manager del Bataclan, ha spiegato: «Sono venuti qui e non abbiamo permesso loro di entrare. Ci sono cose che non si dimenticano».

A migliaia di chilometri di distanza, a Milano, quella stessa sera su un palco c’era Cesare Cremonini, che, ad un anno di distanza, ha voluto ricordare quei momenti e rendere omaggio alle vittime con queste parole.

https://www.youtube.com/watch?v=xdUssnfIMZ4

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